Il pozzo più profondo del mondo mai perforato dall’uomo si trova in Russia, nella penisola di Kola, vicino al confine con la Finlandia. Si chiama Kola Superdeep Borehole SG-3 e raggiunge una profondità di 12.262 metri.
Ma perché l’Unione Sovietica decise di scavare così in profondità nella crosta terrestre?
La storia del pozzo di Kola è uno dei più ambiziosi esperimenti scientifici mai realizzati nel sottosuolo e ancora oggi offre informazioni preziose sulla struttura della Terra.
Dove si trova il pozzo di Kola
Il Kola Superdeep Borehole si trova nella penisola di Kola, nell’estremo nord-ovest della Russia, all’interno dello Scudo Baltico.
L’obiettivo non era cercare petrolio o gas, ma studiare direttamente la crosta terrestre.
Il progetto rappresentava infatti un enorme laboratorio scientifico sotterraneo.
La perforazione del Kola Superdeep Borehole iniziò nel 1970 durante il periodo sovietico.
Gli scienziati volevano raggiungere profondità mai esplorate direttamente e capire meglio cosa si trovasse all’interno della crosta terrestre.
Qual era l’obiettivo principale
Tra gli obiettivi principali c’erano lo studio della composizione delle rocce, della temperatura in profondità, della presenza di fluidi e della struttura geologica della crosta.
Il progetto aveva anche un obiettivo estremamente ambizioso: arrivare a circa 15 chilometri di profondità.
La perforazione iniziò nel 1970
Per realizzare il pozzo furono utilizzate piattaforme di perforazione progettate appositamente per lavorare a profondità eccezionali.
Durante gli anni Settanta e Ottanta la perforazione procedette progressivamente verso il basso. Ogni chilometro aggiuntivo rappresentava una nuova sfida tecnica.
Nel 1979 il progetto aveva già superato i 9.500 metri di profondità.
Dopo diversi problemi tecnici e incidenti alla strumentazione, nel 1989 venne raggiunta la profondità record di 12.262 metri.
Questa misura rese il Kola SG-3 il pozzo verticale più profondo mai realizzato dall’uomo.
12.262 metri sotto la superficie terrestre

La profondità di 12.262 metri può essere difficile da immaginare.
Significa che la perforazione si è spinta per oltre 12 chilometri all’interno della crosta terrestre.
Se si potesse mettere idealmente un edificio alto migliaia di metri all’interno del pozzo, la sua altezza sarebbe comunque paragonabile solo a una parte della profondità raggiunta.
Il dato più importante, però, non è soltanto il record di profondità. Il vero valore del progetto è rappresentato dalle informazioni scientifiche raccolte durante la perforazione.
Il problema del calore nelle profondità della Terra
Uno dei principali ostacoli incontrati dagli scienziati fu la temperatura.
Man mano che la perforazione scendeva, la temperatura delle rocce aumentava molto più di quanto previsto.
Alle profondità raggiunte dal Kola SG-3 furono registrate temperature superiori ai 180 gradi Celsius e, nelle zone più profonde, valori intorno ai 200 gradi e oltre.
Il calore rese estremamente difficile continuare la perforazione.
Le rocce sottoposte a temperature e pressioni elevate si comportavano inoltre in modo diverso rispetto a quanto previsto dai modelli utilizzati inizialmente.
Questo rendeva sempre più complicato mantenere stabile il foro e far funzionare correttamente gli strumenti.
Cosa hanno trovato nel sottosuolo
La perforazione del Kola Superdeep Borehole ha permesso agli scienziati di ottenere migliaia di metri di campioni di roccia direttamente dalla crosta terrestre.
Questi campioni hanno consentito di studiare la composizione, la struttura e l’evoluzione delle rocce presenti a grande profondità.
Le analisi hanno fornito informazioni importanti sulla storia geologica dello Scudo Baltico e sui processi che hanno interessato la crosta terrestre nel corso di miliardi di anni.
Uno degli aspetti più interessanti riguarda anche la presenza di fluidi nelle rocce profonde.
L’acqua trovata in profondità non doveva essere interpretata semplicemente come acqua proveniente dalla superficie. In alcuni casi era associata alla struttura e alle reazioni chimiche delle rocce presenti nel sottosuolo.
Tracce di vita a diversi chilometri di profondità
Tra le scoperte più sorprendenti associate al progetto Kola ci sono anche tracce di vita antichissima.
A diversi chilometri sotto la superficie furono individuati microfossili, tra cui resti associati a organismi unicellulari vissuti in epoche geologiche molto remote.
Questi ritrovamenti contribuirono a dimostrare quanto possa essere complessa la storia biologica e geologica delle rocce profonde.
È importante però distinguere i fatti dalle leggende che negli anni hanno circondato il pozzo di Kola.
La famosa storia secondo cui gli scienziati avrebbero registrato urla provenienti dall’inferno non è una scoperta scientifica documentata. Si tratta di una leggenda diventata popolare attraverso racconti e contenuti sensazionalistici.
Il pozzo di Kola ha raggiunto il mantello terrestre?
No.
Nonostante la profondità record di 12.262 metri, il Kola Superdeep Borehole non ha raggiunto il mantello terrestre.
Il mantello si trova molto più in profondità e la sua distanza dalla superficie varia in base alla zona del pianeta.
Il progetto sovietico ha quindi esplorato soltanto una piccola parte della crosta terrestre.
Questo è uno degli aspetti più affascinanti dell’esperimento: anche dopo aver perforato oltre 12 chilometri, l’umanità era ancora lontanissima dal raggiungere gli strati più profondi della Terra.
Perché il progetto Kola è stato interrotto
La perforazione divenne progressivamente più difficile a causa delle temperature elevate, delle condizioni geologiche e dei problemi tecnici.
Il progetto venne progressivamente abbandonato dopo il crollo dell’Unione Sovietica e le difficoltà economiche che seguirono.
Il progetto non riuscì quindi a raggiungere l’obiettivo iniziale di circa 15 chilometri.
Il Kola Superdeep è ancora il pozzo più profondo del mondo?
Il record di 12.262 metri del Kola SG-3 rimane quello del più profondo pozzo verticale mai perforato.
Esistono però pozzi e perforazioni che hanno raggiunto lunghezze complessive maggiori grazie a percorsi inclinati o orizzontali.
Questa distinzione è importante.
Il Kola viene considerato il record della perforazione verticale in profondità, mentre altri pozzi moderni possono avere una lunghezza totale superiore perché il percorso della perforazione non procede esclusivamente verso il basso.
Quanto è profondo il Kola rispetto alla Terra?
La Terra ha un raggio medio di circa 6.371 chilometri.
Rispetto a questa distanza, i 12,262 chilometri raggiunti dal Kola rappresentano una porzione minuscola.
Il pozzo ha attraversato una parte della crosta terrestre, ma non si è avvicinato significativamente al mantello in termini di distanza complessiva dal centro del pianeta.
Questo confronto mostra quanto sia difficile esplorare direttamente l’interno della Terra.
Perché il Kola Superdeep Borehole è ancora importante
A distanza di decenni dalla sua realizzazione, il Kola Superdeep Borehole continua a essere importante per la geologia.
I dati raccolti durante la perforazione hanno permesso di studiare direttamente rocce molto antiche e di confrontare le osservazioni reali con i modelli teorici sulla struttura della crosta terrestre.
Il progetto ha inoltre mostrato quanto sia difficile perforare a profondità estreme.
Temperatura, pressione, deformazione delle rocce e condizioni geologiche rendono ogni chilometro aggiuntivo una sfida tecnologica.
Per questo il Kola non è soltanto un record mondiale: è uno dei più importanti esperimenti scientifici mai condotti direttamente nella crosta terrestre.
Il pozzo di Kola esiste ancora oggi?
Il sito del Kola Superdeep Borehole esiste ancora, ma il pozzo non è più operativo.
Nel corso degli anni le strutture presenti nell’area sono state progressivamente abbandonate e il punto di perforazione è stato chiuso.
Il luogo è diventato un simbolo della ricerca scientifica sovietica e della corsa dell’uomo verso le profondità della Terra.
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